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Categoria: Eventi, Vita da GASsisti
Scritto da: Ilaria

15 NOVEMBRE 2013

FAENZA

PROGETTO “SI PUO’ FARE”

FAMIGLIE E UNIVERSITA’

INAUGURANO

“LA BOTTEGA DELLA LOGGETTA”

e

APPARTAMENTO “VADO A VIVERE DA SOLO”

L’inaugurazione di questa Bottega sita in P.za 2 Giugno, 7 a Faenza è un segno evidente dei tanti frutti che il percorso di ricerca-formazione-azione tenace e responsabile, intrapreso dal novembre 2011 da 9 famiglie faentine dell’associazione Genitori Ragazzi Down insieme all’Insegnamento di Pedagogia Speciale dell’Università di Bologna di responsabilità del prof. Nicola Cuomo e del suo gruppo di Ricercatori sta continuando a produrre nella nostra città di Faenza.

La “Bottega della loggetta” nasce da un “abbraccio” fra persone che vogliono esserci, hanno scelto di coinvolgersi, prendendosi responsabilità per promuovere innovazione, collaborazione, sostenibilità valorizzando reciprocamente le risorse di ognuno. La molla che spinge questo grande gruppo di persone ad agire è il bene degli altri: sappiamo e tocchiamo al tempo stesso che, nel bene di tutti c’è anche il bene individuale. Un bene individuale che poi ritorna ad essere bene di tutti quando questo costruire insieme, come sta accadendo, comporta miglioramento del benessere psico-fisico di ragazzi con deficit intellettivo e delle loro famiglie, un potenziamento della capacità cognitive-affettive- relazionali dei ragazzi stessi, un risparmio economico per la collettività, un investimento su giovani pedagogisti che stanno acquisendo competenze importanti, un’occasione di lavoro per giovani, la promozione dei prodotti della nostra terra, direttamente dal produttore al consumatore.

I tanti protagonisti di questo Progetto stimolano nel credere che veramente “Si Può fare” a Faenza: i 9 ragazzi con deficit intellettivo che stanno proseguendo il proprio progetto di vita individualizzato sviluppando sempre più “l’emozione di conoscere e il desiderio di esistere”; i genitori che hanno contribuito con loro risorse economiche, competenze, formazione pedagogica e tempo; l’insegnamento di Pedagogia Speciale dell’Università di Bologna di responsabilità del prof. Nicola Cuomo e del suo gruppo di Ricercatori; l’artista Muki,  Fethi Atakol il primo designer che da un decennio produce nuove forme da oggetti e materiali recuperati; nonni ed esperti restauratori di mobili antichi; tanti produttori del territorio con i loro prodotti biologici a km 0 (Az. Agricola  Quinzan, Az. Agricola Cà San Giovanni, Az. Agricola Roberto Marchi, Cantina di San Biagio, CAB Brisighella, La Modigliantica, Apicoltura Ortolani, Az. Agricola Pedrosola, Laboratorio “La Pietra Scartata” Rimini, Sapori dal Passato), l’associazione Gruppo di Acquisto Solidale (GAS),  i volontari delle Associazioni faentine che sono sul territorio e hanno sottoscritto il Progetto (Ass. Maria Teresa, Ass. Sportiva disabili, Ass. Genitori Ragazzi Down, Ass. Sport in H, Ass. Emme Demum Venturum, Comunità Papa Giovanni XXIII).

La Bottega della Loggetta sarà l’agorà dei “saper fare” delle famiglie della città e della campagna faentina: ognuno porta sé stesso, ognuno riceve dagli altri quello che serve. Sarà di casa la gentilezza, l’accoglienza che i commessi (operatrici e ragazzi con deficit) doneranno ai clienti, l’alta qualità, la bontà che i prodotti offriranno. Gustando i buoni prodotti potrete talvolta trovare buona musica, mostre d’arte, presentazione di libri inediti interessanti.

Ogni azione, ogni scelta, ogni relazione diventa, nel Negozio, un’occasione educativa per lo sviluppo del potenziale cognitivo-affettivo-relazionale dei ragazzi con deficit intellettivo.

La Bottega della Loggetta sarà al tempo stesso: una Scuola ossia un itinerario formativo per l’inserimento al lavoro dei ragazzi con deficit intellettivo, una circostanza di lavoro che produce ricavi mensili per il sostegno del Progetto stesso (D.M. 25/5/1995), un luogo dove le famiglie e le persone con necessità “speciali” possono essere promotori e sostenitori delle ricerche per il superamento degli handicaps, un luogo di formazione psico-pedagogica per genitori ed operatori, il punto di riferimento e di smistamento prodotti del Gruppo di Acquisto Solidale di Faenza.

Stanno continuando, parallelamente, con successo i progetti di formazione al lavoro iniziati nei mesi scorsi, grazie alla collaborazione con Ascom Faenza e Associazione De Gusti, presso il Ristorante San Biagio Vecchio e alla collaborazione con la Coop.va Cils di Cesena: alcuni ragazzi del gruppo, stanno già svolgendo autonomamente mansioni lavorative all’interno di queste realtà.

Alcuni dei produttori sono concretamente interessati ad elaborare prossime progettualità per inserire passo dopo passo i ragazzi con deficit intellettivo nella loro filiera di produzione, rispettando anch’essi la rigorosità del metodo “Emozione di conoscere e desiderio di esistere”.

Aumentare l’autonomia di una persona disabile non è cosa facile anzi, l’adesione ad una precisa e rigorosa metodologia, nonché il coinvolgimento della ricerca scientifica: di “contenitori” ne abbiamo; ciò che fa la differenza nel raggiungere i successi è piuttosto il “contenuto”. Ecco perchè la Bottega della Loggetta è un Rigoroso Laboratorio Scientifico organizzato in punto-vendita in cui si attuano percorsi per lo sviluppo cognitivo ed affettivo di Persone  con deficit in età adulta in ambito di autonomia socializzazione ed apprendimento.Un Laboratorio rigoroso per la formazione innovativa degli Operatori, un modello valutato e verificato permanentemente che rigorosamente documenta i processi ed i percorsi per poter essere disseminati al fine di  superare i percorsi e luoghi assistenziali.

Ciò che emerge da tutto questo è la centralità della famiglia: ancora una volta possiamo vedere che la famiglia sostenuta, coinvolta e corresponsabile dei progetti di vita dei propri figli, può superare tanti ostacoli concreti, emotivi e affettivi.

Parlare di inserimento lavorativo, di appartamento, di vita autonoma e indipendente significa, sia per i genitori, sia per i ragazzi, presentificare quanto avverrà nel futuro, significa “attrezzare” un distacco, significa portare in superficie e costruire  concretamente “intanto che ci siamo tutti”, investendo ognuno le proprie risorse, il “dopo di noi”.

 

Anche l’appartamento “Vado a Vivere da solo” sito in via Cavour a Faenza, messo a disposizione in comodato gratuito della Coop.va Coabi, condividendo un progetto di Co-hausing sociale, è come un’”Università”: luogo dove si producono condizioni di apprendimento, attraverso la quotidianità più semplice (orientamento nel tempo, appuntamenti, sveglia, agenda, orientamento nello spazio della città, casa, negozio, posta, banca, medico, supermercato, gestione della cura di sé e della casa, del cibo, menù, spesa, cucina, la casa come luogo d’incontro, invito un amico…).

 

Il Progetto “Si può fare” per crescere ha bisogno di ogni cittadino, di ognuno di voi:  invitiamo all’inaugurazione tutta la città, venerdì 15 novembre ore 17,30 presso la curiosa “Bottega della Loggetta” (P.za 2 Giugno 7).

 

 

Le famiglie

Insegnamento di Pedagogia Speciale dell’Università di Bologna

(responsabilità del prof. Nicola Cuomo e del suo gruppo di Ricercatori)

 

1 Commento

febbraio 6th, 2015

[…] associata al G.A.S. ho avuto modo di partecipare alla conferenza di presentazione del progetto “Si può fare” che […]

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