GAS Faenza Esiste sempre una via più semplice ed una più bella.
Categoria: Segnalazioni, Vita da GASsisti
Scritto da: Ilaria

In seguito all’articolo di Carta (lo leggiamo qui: Carta | I Gas hanno le scarpe giuste, ma non basta) e alle considerazioni girate nel “soviet” e con i referenti del prodotto, provo a riassumere i termini della questione.

(Se ne parla anche qui: http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2145; inoltre Report aveva dedicato una “Good News” a Astorflex, si trova su internet)

I punti critici:

  • la presenza  nella GDO  di un prodotto Astorflex  esteriormente simile a quello per i Gas ma ad un prezzo più basso (14 euri in meno)
  • una fase della produzione degli articoli per la GDO viene fatta in Romania
  • prodotto etico, ma azienda solo parzialmente etica
  • trasparenza del produttore verso i gas giudicata da alcuni insufficiente

Considerazioni positive:

  • la qualità dei prodotti Astorflex per i Gas sono assodate (ecologia, comodità ecc.)
  • buon rapporto qualità/prezzo
  • al momento non ci sono molte alternative concrete nel campo delle calzature ecologiche di produzione Italiana con vendita diretta
  • l’aumento della domanda ha permesso di mantenere 10 posti di lavoro e crearne altri 8 in Italia
  • le richieste di nuovi modelli è stata esaudita
  • i rapporti personali e professionali con Gigi sono stati corretti e più che amichevoli
  • visita all’azienda positiva

3 Commenti

Licia

maggio 19th, 2010

Premetto che per un motivo o per l’altro non sono mai riuscita a sentire Gigi, ma avevo guardato varie volte sul loro sito e non avevo trovato niente a riguardo, quindi quando ho letto Carta ci sono rimasta un po’…

A mio avviso le scarpe sono ottime e anche il rapporto qualità prezzo.

Vorrei comunque comprendere se siamo inseriti in un processo di trasformazione o siamo un settore della produzione.

Forse con Astor Flex potremmo scambiare alcune mail per capire come stanno le cose e come potrebbero cambiare.

Certo la situazione è complessa e non credo possa prestarsi a soluzioni semplicistiche.

Mi piacerebbe continuare a costruire questa “Isola che non c’è” insieme se fosse possibile :-) :
come risolviamo il problema del cromo?
come affrontiamo quello della delocalizzazione?
possiamo ignorare chi lavora così lontano dagli occhi?

…anche per rispondere a queste domande sono nati i GAS.

Dunque buon lavoro a tutti noi.

chiaral

maggio 31st, 2010

Secondo me, è doveroso chiedere delucidazioni su alcuni argomenti.
A me non interessa se Astorflex vende un prodotto di qualità più scadente, a minor prezzo alla grande distribuzione.
Invece trovo molto rilevante l’argomento ecologico e solidale per noi come gruppo solidale.
Perchè Astorflex usa il cromo per la concia?
Astorflex utilizza manodopera rumena? Perchè? A quali condizioni di lavoro sottostanno?
Se Astorflex ha principi simili ai nostri non avrà nessuna difficoltà a fornire garanzie sul suo impegno ad eliminare il cromo da ogni sua produzione, se inquinante e dannoso; e sull’impegno a rendere le condizioni di lavoro giuste nei propri stabilimenti, siano essi in Italia o in Romania.
Per me è molto diverso il caso in cui Astorflex comunicasse impossibilità temporanee alla conversione ecologica o determinati parametri oggettivi da cui dipende, piuttosto che se non ne abbia alcuna intenzione.

Ilaria

giugno 1st, 2010

Chiara, il cromo viene usato nella produzione delle scarpe per la GDO in quanto ha un costo minore; sempre per queste linee di produzione astorflex ha da tempo delocalizzato una parte della lavorazione in Romania. E’ tutto scritto nel (lungo) articolo su carta citato all’inizio del post.
Purtroppo queste informazioni non erano molto chiare sul loro sito (non ho verificato se siano state aggiornate), e personalmente non l’ho trovato molto corretto e trasparente.
Ovviamente non voglio che nessuno venga licenziato, italiano ne rumeno, ma mi piacerebbe che i criteri usati per la linea per i gas fossero progressivamente estesi a tutta la produzione, Romania inclusa.

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